Contesa del secchio
2 Gennaio 2017
Fermo
6 Maggio 2017

Torre di Palme

Il suggestivo centro di Torre di Palme è un fantastico balcone panoramico sulla cima di un colle in posizione dominante lungo la costa del mare Adriatico

Distante pochi km da Fermo, è un vero gioiello tutto da scoprire, il miglior modo per visitare il centro storico è ovviamente a piedi, vi basteranno pochi minuti per percorrere i vicoli e le viuzze che vi condurranno al Piazzale Belvedere da cui si gode di una bellissima vista sul mare. Proprio sotto di voi c’è Marina Palmense, la località di mare più vicina.

Borgo prediletto dai molti villeggianti che ne sanno apprezzare il fascino, Torre di Palme propone scorci urbani incomparabili; le anguste vie, strette tra le facciate in cotto delle case fiorite di geranei, inquadrano ampie vedute del mare e delle colline circostanti.

Torre di Palme si distingue per la conservazione del suo ambiente e per l’uniformità stilistica degli edifici medievali e rinascimentali, elementi che ne fanno, nonostante le piccole dimensioni, uno dei centri storici più interessanti della regione.

Arte:

Lungo il corso, poco oltre l’antico palazzo priorale, si incontra quella gotica di S. Agostino che conserva un pregevole polittico di Vittore Crivelli: trafugato nel 1972, è stato in seguito recuperato e restaurato, pur mancando all’appello tre scomparti della predella. Una profusione di colori smaltati, vivificati dall’oro dei fondi, definisce le icastiche immagini dei Santi schierati su due ordini ai lati del trono sul quale siedono la Vergine col Bambino. La cornice originale in legno intagliato e dorato ancora unisce le varie tavole dipinte, formando un insieme coerente, spazialmente scandito secondo il ritmo disteso e pacato che ribadisce il tono malinconico dei volti. Non più recuperato dopo il furto subito nel 1921 risulta invece il polittico di Jacobello di Bonomo, rara testimonianza figurativa degli intensi rapporti tra Venezia e il Fermano.

Proseguendo lungo il corso si giunge alla chiesa di Santa Maria a Mare, le cui strutture murarie recano i segni di varie modifiche subite nel corso dei secoli che non hanno del tutto cancellato l’impianto gotico del tempio. Splendenti bacini in maiolica risalenti al XIV secolo ne decorano la facciata e il campanile, mentre all’interno, sulla parete sinistra del presbiterio, ancora si ravvisa una gentile raffigurazione della Madonna di Loreto, affrescata da un ignoto pittore locale operante nell’orbita di Paolo da Visso.

Storia:

La storia di questo piccolo centro è emblematica della fierezza e dello spirito di indipendenza della gente locale: alle diatribe che nel medioevo videro Torre di Palme misurarsi con il predominio di Fermo, seguì un periodo di autonomia, concluso nel 1861 quando il paese divenne frazione di Porto San Giorgio per passare sotto l’amministrazione fermana nel 1878.

Romanticismo e natura:

Volete scoprire le bellezze di un bosco sempreverde, immerso nel cuore di un percorso naturalistico senza pari, e rivivere la leggenda di un amore impossibile, paragonabile a quello fra Romeo e Giulietta?

Qui potrete addentrarvi nel Bosco del Cugnolo, splendida area floristica protetta, e seguire il sentiero che conduce alla suggestiva “Grotta degli amanti”. Un anfratto naturale, scavato nella roccia arenaria, che fece da sfondo all’amore sfortunato fra due giovani del posto: Antonio e Laurina.

La storia di Antonio e Laurina…

Era il 1911. Antonio aveva 24 anni, Laurina 19. Ad incombere sul loro amore appena sbocciato, la guerra coloniale in Libia, dove Antonio fu inviato come soldato. Laurina, contadina analfabeta, pur di poter comunicare con il suo innamorato così lontano, imparò a leggere e a scrivere nel giro di poche settimane. Si scrissero per tutto il tempo. Lettere traboccanti di delicata passione, che rinsaldarono nel cuore di entrambi la  consapevolezza di non poter vivere distanti. Il periodo di forzata lontananza venne  infatti vissuto da entrambi con sofferenza e angosciante attesa.

Tornato a casa per una breve licenza, Antonio fu felicissimo di riabbracciare la sua promessa sposa ma…. troppo pochi i giorni di licenza per chi preferisce l’amore alla guerra! Decise allora di disertare e restare accanto alla sua amatissima Laurina. I due giovani innamorati fuggirono insieme e si rifugiarono proprio in quella che fu in seguito ribattezzata “Grotta degli amanti”. Qui trascorsero otto giorni e otto notti, senza mai separarsi.

Ad aiutarli a sopravvivere, alcuni pescatori del posto da cui furono sfamati con sarde e pane. Purtroppo, però, i militari erano sulle loro tracce!. Antonio era un disertore. La diserzione dall’esercito era un grave reato per l’epoca, punito con la pena di morte. I due amanti  cominciarono a sentire il peso della loro fuga. Sentendosi sempre più braccati, decisero di spostarsi e rifugiarsi in un chiesina, ma furono ben presto rintracciati.

Di fronte alla prospettiva di una nuova, definitiva separazione, e forse vinti dal rimorso, i due amanti si gettarono dal fosso di San Filippo. Una morte a cui andarono incontro insieme, stretti in vita dallo scialle di Laurina e ai polsi dalla cinta di Antonio. Il volo di 70 metri uccise sul colpo Laurina. Antonio morì invece pochi giorni dopo, raggiungendo la sua amata dopo terribili sofferenze.

Lo sfondo di questa drammatica storia fu la natura rigogliosa del bosco del Cugnolo una delle aree protette della Regione Marche che vanta la presenza di  querce secolari, pini, ginepri, corbezzoli. Un prezioso esempio di macchia mediterranea ancora intatta, che incorniciò come in un dipinto senza tempo quegli istanti di felicità rubati da Antonio e Laurina durante la loro fuga d’amore.

#fermo.net #destinazionemarche

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